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    8/30/2008

    Editto reale numero LXXXVII – Le Fiabe di Beda il Bardo

     
      In data ieri 29/8/2008, la casa editrice Salani ha annunciato ufficialmente la pubblicazione italiana del nuovo libro di J. K. Rowling, Le Fiabe di Beda il Bardo (di cui ho già discusso in questo post), disponibile nelle librerie a partire dal 4 dicembre. Come per i volumi Il Quidditch attraverso i secoli e Gli Animali Fantastici: dove trovarli, tutti i proventi delle vendite andranno all'associazione benefica Children's High Level Group.
      Tutte le informazioni nel comunicato stampa scaricabile qui. Non è vero, non tutte. Del prezzo non si fa il benché minimo accenno.
     
      Alla prossima!
     
    8/29/2008

    Editto reale numero LXXXVI – Mare leggermente mosso

     
      Nel senso che almeno non c'è del tutto calma piatta. Certo, a parte la solita Perdonanza Celestiniana, l'avete sentita nominare? Ne ho già parlato qui. Ieri c'è stata la sfilata del corteo medioevale, e solo il giorno precedente è stata cambiata all'improvviso la Dama della Bolla (vale a dire la ragazza in prima fila che regge la bolla papale di Celestino V) perché si è scoperto che era minorenne. Svegliarsi prima no, eh? Senza contare il brutto tempo e il freddo. Mi dispiace per i turisti, ci mettono tanta buona volontà per visitare L'Aquila, ma trovano sempre brutto tempo, gente rissosa e negozi generalmente chiusi o con bagni perennemente fuori uso. Fortuna che quest'anno avevo di meglio da fare.
      La scrittura del mio romanzo La scogliera spagnola prosegue, anche se non vedo l'ora di finire la prima stesura perché ci sono tantissime cose da correggere, soprattutto i dosaggi. Il dosaggio dell'ironia gratuita è uno di quelli essenziali; ogni poche righe c'è una qualche battutina sarcastica del cavolo, non riesco a evitarlo. Però, non essendo un romanzo comico bensì una storia d'amore, occorre fare parecchi tagli. Oppure gli sguardi: da qualche parte, e sempre ogni poche righe, spunta roba tipo "abbassò lo sguardo", "si fissarono", "si lanciarono uno sguardo", eccetera. Insomma, sono al livello in cui a volte non sopporto ciò che scrivo.
      Sul lato teatrale della mia vita, sono felice di dire che gli spettacoli sono quasi finiti, ne mancano due, sempre sperando che i registi non ne approntino degli altri. Dopodiché, in settembre, ci verrà dato il copione nuovo, e a quel punto dirò con somma gioia "No no, non partecipo, buona serata e ciao ciao!"
      Nel frattempo, mi dedico a portare a termine la lettura di Congo, in modo da recensirlo al più presto assieme al film. Fino ad allora, suerte!
     
    8/24/2008

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    Relic

    (Douglas Preston & Lincoln Child, Relic, 1990)

     

    ***

    Reliquary

    (Douglas Preston & Lincoln Child, Reliquary, 1997)

       

     

      Nei sotterranei del Museo di Storia Naturale di New York si verificano strani eventi. Diversi cadaveri vengono rinvenuti con la testa recisa dal busto, il cranio perforato. Si direbbe l'opera di un maniaco, di un folle assassino. Almeno fino a quando gli esperti della medicina legale effettuano l'autopsia sulle teste: l'ipofisi e le regioni talamica e ipotalamica del cervello risultano del tutto assenti, asportate da quel che sembra un unico, possente morso.

      L'antropologa Margo Green e il tenente di polizia Vincent D'Agosta tenteranno insieme di risolvere il mistero, dando la caccia alla creatura responsabile di tanta ferocia.

     

      Relic è quel che si dice 'un buon libro'. Non eccelso, ma buono. L'edizione italiana è pessima già a partire dalla copertina, che mente apertamente nella speranza di irretire l'attenzione di un possibile acquirente. Il mostro non ha sessantacinque milioni di anni, lo hanno sognato di notte quelli della Sonzogno.

      La trama è abbastanza originale, non fosse per il solito errore grossolano di tutti gli scrittori di fantascienza, vale a dire sperare che il lettore conosca la scienza necessaria alla comprensione di tutti i termini tecnici. Tuttavia (a pagina 168 dell'edizione in mio possesso) è affascinante notare come ci si senta del tutto rapiti dalla teoria del dottor Frock, l'Effetto Callisto. Si tratta forse del brano più bello dell'intero romanzo.

      Un altro errore grossolano, mi auguro imputabile a una traduzione troppo perfezionista, è l'uso del corsivo: ci sono per lo meno due o tre parole in corsivo ogni paio di pagine, e questo, per il lettore, diventa alla lunga davvero seccante.

      Il mostro, dall'esotico nome di Mbwun, viene descritto come intelligente, eppure non ci pensa due volte a correre verso qualcuno che impugna una pistola. Errore di distrazione?

      Infine, la cosa più brutta si presenta già al termine del primo capitolo. "Proprio allora vide per terra qualcosa che non aveva notato prima [...]." E uno si chiede di cosa possa trattarsi. Macché, non verrà mai spiegato. E, a proposito di capitoli, non sono degni di questo nome, sono troppo brevi, anche se troppo lunghi per poter essere definiti 'paragrafi'. Due o tre pagine e ne comincia un altro, e purtroppo è un fattore a svantaggio della lettura scorrevole.

      Lode, comunque, al personaggio dell'agente federale Pendergast, descritto in modo impeccabile. Non si aspetta altro che vederlo riapparire in azione.

     

     
      Reliquary si svolge diciotto mesi dopo gli avvenimenti descritti in Relic, ma i due volumi non sono neanche lontanamente paragonabili tra loro. Questo secondo episodio è scialbo, scontato, prevedibile e monotono. La trama è facilmente riassumibile: il virus responsabile della nascita di Mbwun è ancora in circolazione, e il personaggio che sembrava buono (ma in realtà era cattivo da sempre!) lo propaga tra la popolazione di New York. Gli infetti, reietti e mostruosi, si rintanano nella Manhattan sotterranea, un tentacolare labirinto di condotti e tunnel. Non del tutto mutati, questi 'uomini lucertola' vagano ovunque alla ricerca di cervelli, seminando morte dietro di loro. E quindi Margo e D'Agosta tornano alla carica. Di nuovo, l'unico decente è Pendergast, che rivela una notevole abilità da sparatutto.
      Superare le prime cento pagine è stata un'odissea infernale, un paio di volte ho rischiato seriamente di cadere addormentato di schianto. Il morboso utilizzo del corsivo è stato abbandonato in vista di un'elevazione di personaggi del tutto inutili, quali Laura Hayward e la signora Wisher. La prima è una poliziotta, che per l'intera durata del romanzo spara a chiunque per dimostrare di essere brava come i suoi colleghi maschi, mascherando quindi la sua vera natura di donna fragile e di studiosa intellettuale. La seconda, invece, è la madre di una delle vittime. Non contenta dell'omicidio di sua figlia, organizza manifestazioni e rivolte contro le autorità cittadine. Ecco uno stralcio da un suo discorso pubblico:"Perché non è stato fatto nulla, mentre intorno a noi crescevano criminalità, droga e omicidi? Quante madri dovranno perdere i propri figli prima di dire: basta!" A parte la presenza completamente inutile, o comunque errata, di quei due punti (poiché vietano l'uso necessario del punto interrogativo), il 'discorso' fa abbastanza schifo. Non è in questo modo che si incitano le folle, non si spinge nessuno a reagire contro il nemico. E tuttavia Smithback, il giornalista ficcanaso protagonista del capitolo, ascoltando le parole della Wisher pensa che "quella donna aveva la dignità e la semplicità di un vero oratore." Caspita, e per fortuna lui è giornalista. Non solo, ma "dalla folla cominciava a sollevarsi un mormorio rabbioso." Quindi il pubblico si sente sufficientemente aizzato da parole tanto forti e convincenti!
     
      Considerazione finale.
      Relic è un romanzo valido, ma se non avete la mania di finire a tutti i costi ogni serie iniziata, potete comodamente fare a meno di leggere Reliquary.
      Buona lettura.
     
     
      Per leggere la recensione del film liberamente ispirato a Relic, fai click qui.
     



    Editto reale numero LXXXV – Concorso Web per suora più bella

     
      Non ci volevo credere, poi l'ho letto.
     
     
      Fonte: Tgcom
     
      Lanciato da un teologo campano.
     
      Dopo le casalinghe e i disoccupati arriva un concorso su Internet per incoronare la suora più bella d'Italia. L'idea è del teologo campano Antonio Rungi, religioso passionista, vulcanico creatore di "moderne" iniziative religiose, ultima delle quali la recita del rosario con i bagnanti, su una spiaggia, con due cabine trasformate in sacrestia. Per il titolo di "Sister Italia" nessuna sfilata ma solo l'invio delle foto alla e-mail del religioso.
     
      Padre Rungi intende lanciare il suo concorso in coincidenza con quello di Miss Italia e chiamarlo "Concorso Sister Italia 2008. La suora più bella d'Italia". Le interessate possono scrivere e mandare la propria foto all'indirizzo di posta elettronica del religioso, antonio.rungi@tin.it. Padre Rungi pubblicherà poi su un sito Internet il volto delle suore.
     
     
      Le sorelle, specifica poi il teologo, "non dovranno sfilare su passerelle, né in abiti civili o religiosi, ma semplicemente inviare le foto più belle ed espressive che possono significare e dire qualcosa, sia su un piano estetico che spirituale".
     
      La giuria che incoronerà "Sister Italia" sarà il popolo della Rete.
     
     
      Ecco. Non credevo che il cristianesimo potesse peggiorare, ma tant'è. Vi lascio il piacere di commentare questa... roba.
     
    8/21/2008

    Editto reale numero LXXXIV – La mia libreria

     
      Era da un po' che avevo voglia di farvela vedere. Ecco a voi uno dei quattro grandi amori della mia vita. Non vi pare che somigli un po' agli scaffali di aNobii?
     

     
    8/7/2008

    Editto reale numero LXXXIII – Per tutti i fulmini!

     
      Fonte: ANSA
     
      Bolzano, 7 agosto – Un furioso temporale si è abbattuto la notte scorsa su numerose località dell'Alto Adige. A Velturno, sui monti sopra Bressanone, un fulmine ha dato fuoco ad un fienile che è andato distrutto. L'incendio è divampato nel corso del temporale, con un fulmine che ha colpito l'edificio di legno. Non vi sono stati feriti. I danni ammontano a trentamila euro, hanno detto i carabinieri.
     
      Come saprete, il papa si trova in questi giorni a Bressanone, causa improrogabili ragioni di villeggiatura. Il fulmine, dice quissù, è caduto a poca distanza.
      Quindi, signor fulmine... per la prossima volta è richiesta maggior precisione!
     

     

     
     
     
    Relic  L'evoluzione del terrore

      (The Relic, regia di Peter Hyams, 1997)

     

      Nei sotterranei del Museo di Storia Naturale di Chicago aleggia la morte. Qualcuno – o qualcosa – si aggira indisturbato nutrendosi di esseri umani, proprio mentre la mostra Superstizione sta per essere inaugurata. Si preannuncia un massacro, e l'antropologa Margo Green, con l'aiuto del tenente D'Agosta, deve tentare l'impossibile per fermare il colpevole. Ma quando scoprono la cosa che stanno affrontando, le loro convinzioni vacillano, e la mostra è in pericolo.

     


     

      Liberamente ispirato al romanzo della coppia Preston&Child, questo film rispecchia solo in parte il proprio titolo. Si parla di evoluzione, sì, ma non c'è nulla di terrorizzante. Il che, dato che viene presentato come un horror, fa riflettere. Questo è un film di pseudo-fantascienza, oltretutto di bassa qualità. Evito un commento alla cover italiana del DVD.

      Come purtroppo accade sempre più di frequente, i realizzatori credono di poter bilanciare una trama raffazzonata con delle musiche ansiose alla Squalo-maniera. Accade per un motivo che ha del ridicolo, in un film basato su un romanzo: quest'ultimo non viene rispettato, e di conseguenza neanche lo spettatore. Ne risulta che l'intreccio non risponde a tutte le domande sparse qua e là, che il mostro è idiota e i protagonisti si comportano avventatamente, senza riflettere.

      Per motivi oscuri, l'azione si svolge a Chicago, a differenza del libro, ambientato a New York. Che 'Chicago' suoni meglio?

      Il tenente D'Agosta, anche se interpretato dal bravo Tom Sizemore, è un personaggio privo del benché minimo spessore. Viene dipinto come un uomo estremamente superstizioso (in evidente assonanza con la mostra), timoroso di qualunque credenza popolare, dai gatti neri alle scale, e questo non gli conferisce l'autorità che dovrebbe rappresentare. Non si pensa che possa essere lui a salvare la situazione, non ispira rispetto né fiducia.

      Dopotutto non è lui il vero protagonista del libro, bensì Margo. Ma lei è sopraffatta dalla paura, non sa affrontare il pericolo con sangue freddo, ed è per questo che dovrebbe entrare in scena l'agente dell'FBI Pendergast. Un'apoteosi di intelligenza, saggezza e colpi di scena, il migliore. Chiaramente nel film non ce n'è traccia, cosa che non ha fatto contenti Preston e Child, i quali hanno commentato allibiti:"Non è che il film ci sia piaciuto molto..."

      Scomparso nel nulla anche l'esilarante ma brillante Smithback, giornalista d'assalto, in favore di una fusione tra altri due personaggi. Nel romanzo, Lavinia Rickman e Ian Cuthbert hanno le loro ragioni d'essere, ma nel film diventano un personaggio solo, la signora Cuthbert (bravissima l'attrice, bisogna dirlo).

      La storia dovrebbe aprirsi con l'omicidio di due bambini, che tuttavia sulla celluloide rimangono vivi e vegeti, solo per allungare il brodo e far ammazzare qualcun altro alcuni minuti dopo.

      Il mostro si chiama 'Kothoga', che è più bello di 'Mbwun', ed è il risultato della mutazione genetica di un essere umano. Nel libro è ben chiaro, e stranamente pure nel film. Soltanto, nel libro ha un aspetto scimmiesco, che richiama un barlume di umanità, mentre nel film è proprio un mostro schifoso, viscido, puzzolente, dotato di chele (!) che di umano ha solo un paio di cellule. Prima della mutazione, il suo nome era Julian Whitney (invece di Whittlesey, perché se no il pubblico scemo non se lo ricorda bene). Peraltro, essendo in parte umano, dovrebbe essere intelligente... e invece no. Davanti a una porta d'acciaio, anziché arrendersi e tornare indietro, preferisce prenderla a testate fino a fare un lago di sangue sul pavimento, così Margo può prenderne un po' e analizzarlo. Però, prima di morire, si toglie una soddisfazione tipica di un attacco di lussuria tutto umano: si appiccica a Margo, la fissa, sbava e le dà una bella leccata, abbastanza vicino perché lei possa dargli fuoco e ammazzarlo. Fine.

      Sconsigliato.
     
     
      Per leggere la recensione del romanzo che ha ispirato la realizzazione di questo film, fai click qui.
     

    8/4/2008

    Editto reale numero LXXXII – Boicottaggio dell'immoralità

     
      Non suona brutto e odioso come in Chocolat. Va be'.
      Il boicottaggio che vi propongo riguarda i telegiornali e gli spot. Non dovrebbero essere trasmessi durante l'ora di pranzo e l'ora di cena. Uno sta lì, con una bella fetta di pizza fatta in casa, croccante, fumante, invitante (un sacco di -ante), e sbam!
      "Benvenuti all'edizione serale del TG-cavoli. Apriamo con una notizia importante: un kamikaze si è fatto esplodere all'altro capo del pianeta per ragioni sue, e..." E ti mandano il filmato della scena. Arti, dolore, e sangue ovunque. E poggi la pizza. Pausa. Un sorso d'acqua e si ritenta.
      Pubblicità. "Va tutto okay? Ne sei proprio sicura? Proprio proprio? E cosa mi dici di quelle piccole perdite quotidiane?"
      Oppure:"Compra questa crema, altrimenti il fastidioso prurito intimo non ti passerà! Ah ah!"
      Ancora creme:"Se acquisterai venticinquemila flaconi del nostro prodotto superfantastico, avrai la pelle morbida come il sedere di un bambino." Non è che sia un'immagine bellissima.
      Per non parlare della cosa peggiore:"Ah, che giornata stupenda. Mare, sole, relax! Cosa può bloccarti? Ma una fastidiosa diarrea!" E lo dicono con enfasi, anche.
      Dunque, digiuno.
     

    Editto reale numero LXXXI – Chuck

     
      Non riesco a commentare i due spot più esilaranti e stupidi della storia della televisione, posso solo farveli gustare!
     
      
     
     
      
     

    Editto reale numero LXXX – The Montauk monster

     
      Tutti lo cercano e tutti ne parlano. Questo hanno declamato ieri nell'edizione-ora-di-pranzo del TG1, perché non sapevano cos'altro dire per arricchire una notizia che più inutile e piatta non avrebbe potuto essere. Quello che potete ammirare qui sotto in tutta la sua sfolgorante bellezza è il mostro di Montauk. "È stato trovato non lontano dalla 'Plum Island Animal Research Facilities', struttura del governo americano che si occupa di malattie animali".
     
     
      Dicono che possa trattarsi di un cane. Basta ingrandire l'immagine per capire che è una boiata. C'è perfino chi dice che possa trattarsi di una tartaruga senza guscio, pensate un po'. Si è pensato che sia una trovata di Cartoon Network, realizzata per pubblicizzare una futura serie animata. Ricordiamo tutti come, per pubblicizzare i Pokémon, siano stati lanciati dei Pikachu morti sulle strade di ogni città. Sì, sono ironico. Ovviamente quelli di Cartoon Network hanno detto che non c'entrano un'emerita mazza.
      Un esperimento della Plum Island andato a male o un semplice scherzo fatto con Photoshop? Io dico nessuno dei due. Le fotografie ritraggono dei pupazzi, non solo fatti atrocemente male, ma anche del tutto diversi tra loro. Il primo è marrone, il secondo è azzurro. La posizione è diversa, il muso è diverso, perfino il colore della sabbia è diverso.
      Insomma, bufala.
     
    8/2/2008

    Editto reale numero LXXIX – Nuove anteprime

     
      Continua la rubrica dedicata alle novità di prossima pubblicazione. O perlomeno, la cui pubblicazione è auspicabile.
     
      Eoin Colfer, autore di Artemis Fowl, ha sfornato un nuovo capitolo della fortunata saga, oltretutto a breve distanza dall'ultimo Artemis Fowl  La colonia perduta. Verrà pubblicato in America il 7 di questo mese al prezzo di $ 17,99, e si intitolerà Artemis Fowl – The time paradox. In rete circolano due copertine: questa e questa. Se vi va, potete visitare il sito ufficiale dell'autore facendo click qui.
      Ed ecco la chicca.
      J. K. Rowling, la celebre autrice dei romanzi dedicati all'ancora più celebre quattrocchia volante Harry Potter, ha scritto sette copie del volume The Tales of Beedle the Bard, lo stesso nominato ne I Doni della Morte. Queste sette copie – scritte a mano – sono state regalate dalla Rowling ad alcuni suoi conoscenti. Una, però, è stata messa all'asta e comprata da Amazon, che ne ha successivamente acquistato i diritti di pubblicazione in Gran Bretagna. Ne esisteranno tre edizioni, tutte in uscita il 4 dicembre 2008.
     
    The Tales of Beedle the Bard – Collector's Edition
     
    1. Standard Edition (£ 6,99);
    2. Standard Edition (£ 12,99);
    3. Collector's Edition (£ 50,00). [Qui, qui e qui potete vederne alcune foto.]
      L'ultima ha un prezzo fin troppo alto, ma d'altronde è decorata con pietre semi-preziose.
      Che dire, speriamo che la Salani pubblichi questo volumetto di 157 pagine anche da noi. Naturalmente con l'atroce titolo Le Fiabe di Beda il Bardo.
      Inoltre, la Rowling ha scritto una sorta di 'prologo' della serie. Grazie a DiagonAlley.it, possiamo leggerne la traduzione qui.