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    2/28/2009

    Editto reale numero CIX – Premio Dardos

     
      Un nuovo premio, sono commosso! Grazie infinite, as always, a Luca Centi per avermelo assegnato.
      Si tratta di un premio dato per l'impegno a trasmettere valori culturali, etici, letterari, umani e personali. Questo è il regolamento:
     
      accettare (ma chiaramente non si è obbligati) e comunicare il regolamento visualizzando il logo del premio;
      linkare il blog che ti ha premiato;
      premiare altri quindici blog meritevoli, avvisandoli  del premio.
     
      Sarei un folle a rifiutare, quindi passo alla solita ardua impresa di raccapezzare tra i Preferiti i miei vincitori, ricorrendo al buon vecchio ordine alfabetico.
     
    2/16/2009

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    Carmilla

    e altri racconti di fantasmi e vampiri

    (di Joseph Sheridan Le Fanu)

     

     

      Tra tutti gli scritti pubblicati in questa antologia, solo Carmilla ha il diritto di essere definito 'romanzo breve', con le sue cinquantacinque pagine; gli altri sono tutti racconti che, nel più fortunato dei casi, superano a malapena le venti.

      Oso dire che, senza Carmilla a chiudere il volume, in pochi avrebbero saputo far fronte al tedio delle parole di Le Fanu. Ma inizio dal principio.

      Tutti i racconti, fuorché uno, trattano di fantasmi: l'unico a tema vampiresco è proprio il celebre Carmilla. Di seguito i titoli contenuti nel volume, accompagnati da commenti veloci.

     

      Il testamento del gentiluomo Toby

      (Squire Toby's Will)

      Splendida ambientazione, descrizioni oscure e decadenti, ma intreccio insignificante. Il morto che ritorna sottoforma di cane fantasma per vendicarsi è ridicolo. Non fa altro che correre in cerchio e guardare truce il maggiordomo, ma siccome il baldo giovanotto protagonista soffre di demenza acuta, la bestia viene (almeno apparentemente) fatta fuori senza problemi. Peccato che poi ritorni zitta zitta e faccia trovare il protagonista stecchito, senza azione, orrore o shock di qualche genere.

     

      Racconti di fantasmi della Tiled House

      (Ghost Stories of the Tiled House, The Story of an Hand's Ghost)

      Gentiluomo pallido e grassoccio torna dall'Aldilà per mostrare la propria mano bianca, al fine di terrorizzare gli inquilini della casa ed entrare indisturbato nella camera del piccino. Perché? Per mettersi vicino alla culla, in modo che l'altro abbia gli incubi una volta grande. Terrificante.

     

      Il dissoluto Capitano Walshawe di Wauling

      (Wicked Captain Walshawe, of Wauling)

      Uomo di forte aspetto sposa povera imbecille invaghita di lui. Lui la tratta male, lei muore con il cuore spezzato. Lui non si scompone, nonostante il lutto e la gotta, ma viene maledetto dalla cameriera di lei. Lui muore, ma il suo fantasma torna per dire al protagonista dove aveva nascosto gli indispensabili documenti legali.

     

      Il gatto bianco di Drumgunniol

      (The White Cat od Drumgunniol)

      Meravigliosa ambientazione. Peccato per la trama: una banshee in forma di gatto si diverte a uccidere la gente, a scopo inesistente.

     

      Schalken il pittore

      (Schalken the Painter)

      Questo racconto è stato costruito molto bene. L'azione si sposta sul Vecchio Continente, dopo le solite scorribande degli spiritelli in Irlanda. L'intreccio risulta ottimale, la trama scorrevole, i brividi passeggiano lungo la schiena.

     

      La cugina assassinata

      (The Murdered Cousin)

      Qui Le Fanu si arena disastrosamente. La prima metà del racconto è maledettamente noiosa. Interminabile. Poi la ripresa, che mi fa ricredere su Le Fanu, meno sulla protagonista. Questa deliziosa giovinetta sopravvive a un omicidio, nel corso del quale viene uccisa la sua migliore amica. Al termine della storia, si lamenta di essere ancora in vita, esprimendo il desiderio di trovarsi al posto di lei nella tomba. Bah.

     

      Una notte alla "Locanda della Campana"

      (A Night in the Bell Inn)

      Uno spirito fa visita nella camera da letto del protagonista. I due non hanno mai avuto rapporti nel corso delle rispettive esistenze, tuttavia il nostro eroe viene condotto nel nascondiglio di un cadavere – il corpo del fantasma, appunto – appartenente a un poveraccio fuggito dalla vicina parrocchia un paio di giorni prima. Alla fine si riesce a pensare soltanto: "E quindi?"

     

      Il sogno dell'ubriaco

      (The Drunkard's Dream)

      Molto bello. Un uomo si trova in procinto di morire, ma patteggia con il signore degli Inferi per avere una proroga, durante la quale cercherà di salvarsi l'anima e rifuggire la dannazione eterna.

     

      Il Giudice Harbottle

      (Mr. Justice Harbottle)

      Mirabile, degno di grande attenzione. Un piccolo gioiello della narrativa gotica, con le sue atmosfere dense di fumo e di terrore.

     

      Cronaca di alcune stranezze occorse in Augier Street

      (An Account of Some Strange Disturbances in Augier Street)

      Due ragazzi vanno ad abitare nella loro nuova casa. Il fantasma del precedente abitante, morto suicida, non è d'accordo, e li terrorizza offrendosi loro in veste di... ratto.

     

      Il fantasma e il conciaossa

      (The Ghost and the Bone Setter)

      Il primo racconto di Le Fanu a essere stato pubblicato, nel lontano 1838. Un altro piccolo gioiello, sebbene la fine sia un po' senza sale.

     

      Il fantasma della signora Crowl

      (Madam Crowl's Ghost)

      Nobiluomo vedovo con figlio sposa giovane e perfida signora. La perfida sforna un secondo bimbo, al quale vuole dare a tutti i costi l'intera eredità. Pertanto, decide di liberarsi del figliastro... Crudele e penoso.

     

      Il patto col Diavolo

      (The Fortunes of Robert Ardagh)

      La morte della penna dell'autore. Almeno inizialmente, la storia regge, per poi crollare sotto il suo stesso peso. Troppa carne al fuoco, l'intreccio va a farsi benedire e Le Fanu ci sforna una sequenza di eventi completamente insensati.

     

      La persecuzione

      (The Familiar)

      Un bel racconto. Un ufficiale delle forze armate si innamora della figlia di un marinaio suo sottoposto, il quale, sapendo che il suo superiore è sposato, rimprovera molto duramente la ragazza, che muore di crepacuore. Giudicando colpevole di questo il proprio capo, il marinaio lo attacca, e l'alterco sfocia in un tremendo litigo, durante il quale il marinaio perde la vita. Ma, anni dopo, l'ufficiale si trova costretto a fare i conti con il suo fantasma che, spinto dalla collera e dalla sete di vendetta, è deciso a sfruttare anche tutta l'eternità per raggiungere il proprio obiettivo.

     

      Carmilla

      (Carmilla)

      La colonna portante, lasciata alla fine per ovvi motivi. Un classico della letteratura 'vampiresca' d'ogni tempo. Qualora ci si voglia avvicinare ai grandi classici, questo è uno di loro. Tuttavia... non è un capolavoro. L'ambientazione è perfetta, il castello è magnificente, la festa in maschera è stupenda ed estremamente gotica, ma i personaggi sono piatti. Il giocoliere che si presenta davanti al castello sostenendo di poter limare i denti di Carmilla è grottesco. O il barone Vordenburg, insigne studioso di tradizioni sul vampirismo. Ecco, lui è l'apoteosi dell'inutile. Escludendo il fatto che lui stesso sembra un vampiro, egli ci spiega come un suo antenato fosse l'amante appassionato della bella contessa Mircalla, e di come ebbe il cuore spezzato (è incredibile come da qualche parte ci sia sempre qualcuno che muore di 'cuore spezzato' o 'crepacuore') nel conoscere la vera natura della sua amata. Bene, costui sa esattamente dove si trovi la tomba del nemico, ma permette comunque che scorrazzi in giro con la madre per un bel po' di anni, e solo in seguito – con l'arrivo dei protagonisti – si decide a togliere l'edera dalla lastra di marmo per scoprire che Carmilla è lì dentro, addormentata persa e a mollo nel sangue. Sicché, si procede com'è consuetudine in simili casi.

     


     

      Dunque, ci si può chiedere, cos'ha di speciale, il tanto decantato Le Fanu, creatore dell'ancor più decantato Carmilla?

      E la risposta è: nulla. Ha solo scritto questi racconti prima di migliaia d'altri, indi per cui l'unico pregio che possa essergli attribuito, facendo enormi sforzi di cortesia, è l'originalità; ma tanta galanteria non mi appartiene, e dico che non gli si può far passare neanche questa, poiché il primo, vero racconto di questo genere è Il Vampiro, di John William Polidori, datato 1819, cioè circa cinquantatré anni prima di Carmilla.

     

     

      Raccomandato a chi è interessato alle origini della letteratura sui vampiri, con il consiglio di leggere anche il già citato Vampiro di Polidori e il celebre Dracula di Bram Stoker.

      Buona lettura.