Marco's profile• LA CITTÀ DEL RE (terre...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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12/30/2007 Editto reale numero XLVII – Anno nuovo e... cos'altro c'era, di nuovo? Salve, gente!
Ultimo post dell'anno, che emozione! Che dire? Sono commosso? Grazie per le oltre tremila visite? Vi rivelo che una buona metà sono le mie...? Va be'. Domani, ultimo giorno dell'ultimo mese dell'ultimo an... del 2007, non ci sarò, andrò a festeggiare a casa di un amico.
Quindi i miei auguri ve li beccate adesso, in anteprima mondiale. Lo so, siete davvero le persone più fortunate di tutto Internet!
In questo istante sono le ore 23.28 e accanto a me, sullo schermo della TV, c'è un fermo-immagine del film Elizabethtown: la mano di Kirsten Dunst sta scrivendo "Here is a river" su un foglio di carta. Scena particolare di un film particolare, che mi fa sentire allegro, direi spensierato. Quindi posso affermare con sicurezza che alle 23.32 (appena scattate) sono felice.
Questa mattina sono stato alla mia ultima prova per La bbusciarda e devo ammettere che poteva andare meglio; però c'è stata la prova costume, e non ho resistito alla tentazione di scattarmi una foto con il telefonino. Ve la faccio vedere, ma prima vi avverto – siccome me l'hanno già chiesto – che non sono né un becchino né Don Abbondio, bensì uno dei titolari di una fabbrica di mobili. Ecco a voi mister Pietro!
![]() Con questa espressione voglio sottolineare la spensieratezza di cui vi parlavo poche righe fa. È con questo stato d'animo che voglio attraversare il nuovo anno e tutti quelli a venire, non mi farò buttare giù da niente! Da oggi il Re è la persona più autoironica, sarcastica e inattaccabile che conosciate!
Buon anno a tutti, divertitevi, innamoratevi venti volte al giorno, baciate chiunque vi sembri degno, ridete soprattutto di voi stessi e non lasciatevi influenzare in alcun modo da quello che le altre persone pensano di voi: siete e siamo tutti splendidi e... fantastici!
A risentirci!
12/25/2007 Editto reale numero XLVI – Cena con avvilimento No. Cioè, ma proprio no, non va. Non mi sono mai sentito a disagio come questa sera. Sono stato a cena dagli zii, c'era quasi tutta la Mandria riunita. Una pena pazzesca.
D. apre i festeggiamenti dicendoci di essere andata in bagno varie volte nell'arco della giornata, causa impellenti bisogni fisiologici. Solo che l'ha detto in modo molto, molto, molto più volgare. Era appena stato servito l'antipasto, vi lascio immaginare con quale piacere l'ho gustato. Quel demente del piccolo R., poi, ha gridato insulti al proprio telefono cellulare per tutta la serata; L., marito di D., si è abbuffato come un branco lupi che vedono cibo dopo quattro anni di astinenza; gli altri mi hanno in generale ignorato del tutto, apparentemente perché mangio poco.
Ora, chi mi conosce sa bene che non sono esattamente un grande estimatore della cucina. Mangio poco e poche cose, ciò nondimeno il mio corpo sta bene e non ho problemi di nessun genere. Ma loro... I parenti possono forse tollerare all'interno del proprio branco un individuo che non sbavi su qualunque cosa possa definirsi commestibile? No, quindi ecco che D. solleva il mio piatto vuoto e lo mostra all'intera tavolata di idioti, esclamando a gran voce: "Guardate il piatto di Marco. Pulito!" Ecco che quello stupido di suo marito fa la battuta esilarante: "Non mangiare troppo, eh, Marco, che poi ingrassi!" Ecco che pure i due piccoletti della banda si prendono gioco di me, perché "Marco, non hai mangiato nulla, vuoi fare il modello?"
Che barba. E in finis, la zia T. mi depone sotto il naso un piatto non richiesto di pane e olio. Secondo voi, lo ha fatto discretamente, senza dare nell'occhio? Ovviamente la risposta è di nuovo no. "Toh, Marco, eccoti qualcosa da mangiare. Dimmi grazie! Dì: grazie, zia!"
Grazie, zia?
Ma una randellata sui denti, ti darei! Una vangata su un premolare! Razza di idioti cibocentrici! Giuro, volevo andarmene, e non mi era mai capitato, sebbene ogni anno mi dicano le stesse cose. Volevo alzarmi da tavola, augurare buone feste a tutti e mettermi in strada per tornare a casa, a piedi e con diversi gradi sotto lo zero. Ho accondisceso a giocare a tombola per non so quale slancio di gentilezza; avevo una sola cartella – che era perfino eccessiva, data la voglia che avevo – e L. non ha gradito, fulminandomi con il suo sguardo stile mi-fai-schifo. Fortuna che ha chiamato Francesco e mi ha rimesso un po' in sesto il buonumore.
Appena siamo tornati a casa ho mangiato qualcosa, poi ho preso al volo mia madre prima che andasse a letto e le ho chiesto se domani (oggi, vista l'ora) potessi evitare di andare nuovamente dagli zii, perché voglio stare lontano da loro, anche da solo, se necessario. La solitudine non mi spaventa ed essendo ateo non mi faccio problemi a saltare i festeggiamenti.
Non so se domani andrò di nuovo in quel posto, so solo che se ci andrò sarò di pessimo, pessimo umore. Mia cugina ha l'indirizzo di questo blog, e sapete una cosa?, non mi importa assolutamente niente di ciò che penserà dopo aver letto cosa penso della Mandria, della sua (nostra) famiglia. Mi dispiace, anche se lo dico solo per gentilezza. Non ho nulla in comune con voi, non mi piacete.
Passo e chiudo.
Editto reale numero XLV – Auguri! Tanti auguri di buone feste a chiunque voglia riceverli!
Lo Staff
12/23/2007 Editto reale numero XLIV – Riflessioni pre-festive Salve, bella gente!
Bene, mi trovo a pochi minuti di distanza da quel grande confine che è la mezzanotte. Tra breve saremo tutti catapultati alla vigilia di Natale, quindi sentivo di dover fare quache riflessione.
Mi chiedo se a Natale siano davvero tutti più buoni. Mi chiedo se tutti perderemo di nuovo le care somme danarose durante l'ennesima partita a tombola. Mi chiedo cosà troverò sotto l'albero. Andiamo a rispondere.
No, a Natale nessuno diventa per magia più buono. Mi dispiace, ma i tre spiriti di Dickens pare l'abbiano insegnato con successo solo al signor Scrooge. I bastardi rimangono bastardi, i cafoni rimangono cafoni, i tirchi rimangono tirchi. Tanto per fare qualche esempio, i parenti continuano a regalare cose insulse, i genitori fanno finta di non aver capito che volevamo il libro da otto euro e quaranta e ci regalano quello sconosciutissimo da cinque euro di un autore mai sentito prima, sostenendo che si tratti di un prodotto di estremo successo.
Sì, perderemo le solite cifre a tombola, se vogliamo. Quest'anno mi rifiuterò categoricamente di giocare, cascasse il mondo. Tanto, come al solito, le simpatiche monete e banconote usciranno dalle tasche di ogni singolo componente della famiglia per migrare via e trovare rifugio sicuro in quelle della cugina Y., nota per la fortuna sfacciata di cui fa bella mostra in ogni gioco di società.
Sorprese sotto l'albero. Partiamo da un presupposto a cui pensavo poco fa. Perché si mettono dei pacchetti rossi sotto un albero? Cioè, è già innaturale avere un albero in casa, vogliamo pure far finta che i regali si comportino come funghi? No, perché in questo caso sono funghi di scarsa qualità, alcune volte velenosi. Del tipo: una cesta contenente un numero spropositato di salumi, oppure un berretto da baseball (gioco che in Italia, a quanto ne so, non si pratica). Tutte cose utili, per carità; i salumi sfamano e i cappelli riparano dal sole.
Passando ad altro, vi comunico nella colonna di sinistra le date del nuovo spettacolo teatrale in dialetto aquilano a cui parteciperò. Il titolo, ve lo ricordo di nuovo, è La bbusciarda. Due atti, una trama strana ma esilarante, un fattorino (io) che non ha nessun ruolo degno di questo nome: tutti elementi che determineranno la nostra immediata scalata al successo per l'approdo trionfante alla prossima stagione di apertura della Scala.
Ci risentiremo presto per gli auguri, un saluto a tutti!
12/19/2007 Editto reale numero XLIII – Deliri di presunta onnipotenza Fonte: Gay.tv
I GAY MINACCIANO LA PACE NEL MONDO? IL DELIRIO DI RATZINGER PER IL DISCORSO DEL PRIMO GENNAIO
Svelato il messaggio annuale del capo della chiesa cattolica al mondo. Sarà letto il primo gennaio in occasione della giornata mondiale della pace. È intitolato 'La famiglia umana, comunità di pace': in esso si chiede la distruzione delle armi nucleari, il rispetto per l'ambiente. Ma la minaccia più grande alla pace pare essere, nella testa del pastore tedesco, la presenza e regolamentazione di coppie gay. Per il capo della chiesa pace e famiglia tradizionale sono un link indissolubile e ogni tentativo di minacciare l'esclusività della famiglia tradizionale sarà combattuto con ogni mezzo dai cattolici.
"Molte iniziative legislative lavorano contro la pace indebolendo la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, forzando direttamente o indirettamente le famiglie a non essere aperti nell'accettare una vita moralmente responsabile". Il messaggio del Papa mette la sua enfasi nell'opposizione alle relazioni gay e lesbiche: "la famiglia naturale come intima comunione di vita e amore, basata sul matrimonio tra uomo e donna costituisce il posto primario di umanizzazione per la persona o la società. La famiglia è quindi definita come prima società naturale, istituzione divina che sta alla base della vita. Chiunque minacci l'istituzione famiglia minaccia la pace della comunità nazionale e internazionale poichè ne minaccia la base essenziale". Sconcertato, a dir poco.
12/15/2007 Editto reale numero XLII – Come nascondere un ramo in classe Salve a tutti!
Strani avvicendamenti si susseguono nelle giornate mai noiose del Re. In prima fila, vi presento un nuovo, bizzarro personaggio.
Trattasi di docente universitario, un individuo alto, brizzolato, negato per l'uso del computer, che chiameremo Frollino. Fu leggenda già a partire dalla sua prima lezione di Marketing. Si inizia con la consueta carrellata di cantonate sintattiche.
"È esattamente così, miei cari, bisogna mantenere lo statu quo delle cose."
"È palesemente un modello di sciclo di vita altamente accettabile."
"Vi faccio un esempio per chiarirvi le idee. Io posso vendere latte per bambini, ma anche latte in polvere per cani e gatti."
Ora, a parte il fatto che non credo che cani e gatti abbiano alcuna necessità di ingerire del latte in polvere, il figuro che teniamo in esame appare quasi normale, in questa società aquilana. E tenete in conto che vi ho risparmiato i commenti alla frase "vorrei proporvi una mia personale strategia di penetrazione rapida e lenta".
Vi chiederete: cos'ha di particolare, dunque, 'sto tipo qui? Perché non va bene?
E io vi rispondo: non sono in grado di esprimere con le sole lettere del nostro alfabeto la voce completamente femminea del professor Frollino. Il resto, invece, ve lo posso spiegare. Posso farvi immaginare la leziosa camicetta rosa che indossa sotto la giacca nera, posso lasciarvi immaginare il suo forsennato gesticolare, il modo in cui il suo polso ruota come fosse un hula hoop... Sicché, com'è ovvio, le sue lezioni sono diventate un perverso divertimento per noi sbarbatelli seduti ai banchi.
Ecco per il vostro assoluto diletto alcune frasi da noi appositamente create allo scopo di arrivare vivi a fine lezione, dopo aver allenato a sufficienza gli addominali a forza di risate:
Ma passiamo oltre.
Teatro. Ah, ecco qua. Si parla di arte, finalmente! Ssè, ma dove? Cosa avete bevuto? Le cose non vanno bene, e vado a illustrarvele. Il nuovo spettacolo prevede che io e l'amico Paolo interpretiamo la parte di due fattorini. E fin qui, tutto OK. Poteva forse bastare tutta questa normalità? Che domande. No. Ci è stato detto di cambiare, apportando un tocco di 'modernità' alla parte. Ecco come:
Commento finale dei registi: "dire che è una pena è dire poco!" Abbiamo azzardato l'ipotesi che alla prossima prova io sarò su una sedia a rotelle e Paolo mi spingerà.
Ecco. Ora, la domanda che vi pongo è la seguente: Marco e Paolo ce l'hanno il sacrosanto diritto di far notare con tatto e gentilezza che la balbuzie è un disturbo fisiologico che non può far ridere neanche una iena, specie durante uno spettacolo? Il mio collega fattorino e io possiamo farcela solo fino a un certo punto, a balbettare per finta, ma anche se ci riuscissimo alla perfezione, quale mente malata riderebbe di fronte a una persona con un problema del genere? Non so voi, ma io conosco una persona con la balbuzie e quando ci parlo di certo non scoppio a ridere.
Alla prossima!
12/6/2007 Editto reale numero XLI – Surprise, surprise! Salve a tutti!
Ce l'ho fatta. Ho finalmente sostenuto l'esame di Sociologia Generale, arrivando a prendere un discreto 26! Ergo, satisfaction ad alti livelli. Ovazioni, inchini e applausi, grazie.
Ma andiamo avanti.
Ieri avrei dovuto iniziare il corso di Lingua Spagnola, non fosse che la simpatica matrioška bionda che si spacciava per professoressa ci ha comunicato che le lezioni erano già a metà. E i poveri studenti non ne sapevano alcunché. Mi chiedo: a chi ha fatto lezione, la tipa, per due mesi? Soddisfatta della notevole apertura raggiunta dalle nostre mascelle, si è dilettata a sigillare una finestra con del nastro adesivo.
La situazione a teatro, poi, non è delle più idilliache. L'amica Lorella e l'amica Tiziana sono in crisi profonda perché non ricordano la propria parte (che è lunghissima, dal momento che sono entrambe le protagoniste della commedia), e durante le prove camminano avanti e indietro per la stanza, sospirano, tremano e si arrabbiano, il che non è esattamente rilassante, per noialtri che tentiamo invano di consolarle a suon di pacche sulle spalle.
Inoltre, il sottoscritto ha trovato lavoro per ben due giorni! Lo so, è un sacco di tempo. Dove?, vi chiederete; risposta: in un vicino centro commerciale. Pubblicizzo... no, aspettate, lo dico meglio. Sono promoter di un canale del digitale terrestre, ovvero devo fermare chiunque mi passi davanti e fargli sorbire tutte le informazioni in proposito. Scopo, convincerlo ad acquistare. Sembra facile, eh? E invece no! Perché il direttore del centro commerciale è un emerito rompiscatole! Vi spiego. Per far vedere che effettivamente lì ci ho lavorato, devo fare almeno un paio di foto mentre interagisco con un cliente. Non l'avessi mai fatto! Lo schizzoide ha mandato il suo fido messaggero/schiavo/leccapiedi a comunicarmi – di fronte al cliente – che non dovevo fare foto. Così, perché a lui non andava. Immaginate il mio avvampamento. Non è finita qui, mi pare ovvio. La mia "postazione" non si può definire tale. Non ho una sedia, né uno sgabello, né un tavolino idiota dell'Ikea, nada, nein, zero! Il sottoscritto deve stare in piedi come un ebete (e anche come un abete), facendo sfoggio del sorriso modello sempre-&-comunque. Il tutto, in mezzo a un corridoio. Ora, ciò che devo vendere è esposto su uno scaffale, quindi se parlo con un cliente di quel prodotto, glielo faccio vedere. No, non si può! Lo schiavetto giunge di nuovo, dicendomi che il direttore è contrariato; portare i clienti lontano dal corridoio è losco! No infrattamenti! Non si sa mai cosa si può combinare con un/a cliente di fronte a uno scaffale. Il discorso fila, vi pare? Poi, naturalmente, i commessi non potevano parlare tra loro, quindi, sceso dall'Olimpo, il gran capo in persona si è piazzato davanti a me per vedere come lavoravo. Non ci siamo salutati. Non ci siamo presentati. Ci siamo guardati, ma che dico?, fissati per almeno dieci minuti. Per fortuna che in quel lasso di tempo non è passata neppure una persona che io potessi fermare, altrimenti sono convinto che avrebbe avuto qualcosa da ridire anche sul mio "buona sera". Al termine della prima giornata, per puro dispetto, sono andato via dal negozio chiudendo male la porta e facendo scattare l'allarme che, con mia somma gioia, si udiva ancora mentre mi allontanavo. Un paio di protuberanze ossee che mi spuntavano sulla testa avrebbero reso l'idea della mia perversa vendetta. Chissà cosa succederà la prossima volta?
In compenso qualcosa di buona accade, qualcosa che chiamerò Nuova Amicizia e che mi intriga da morire. Staremo a vedere come evolverà la situazione.
Alla prossima!
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