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1/31/2008 Editto reale numero LI – Updates Salve, bella gente!
Vi segnalo alcuni piccoli aggiornamenti sparsi qua e là in questo blog:
Alla prossima!
1/29/2008 .
1/23/2008 Editto reale numero L – I guanti di StendhalSalve a tutti! Cronache di una serata alternativa. In data 20 gennaio la compagnia teatrale Il Gruppo è stata invitata a prendere parte alle manifestazioni per la festa delle Malelingue. Come il nome lascia indovinare, il protagonista di questa festa è il pettegolezzo; tutti dicono la verità su qualunque argomento, senza preoccuparsi di nulla. Tutto è iniziato dal Teatro Comunale, il più grande, lussuoso e importante della città. E qui siamo entrati in ballo noi, con i copioni che ci sono stati forniti dagli organizzatori alcuni giorni fa, alcuni in dialetto e altri in lingua, non tutti divertentissimi. La scena rendeva onore all'unico grande poeta di L'Aquila, Celestino Aquilano, conosciuto come "altro Petrarca, ai tempi suoi". Chiaramente, bravo o meno che fosse, costui è quasi del tutto sconosciuto, ignorato e più in generale vituperato. Comunque sia, ognuno di noi aveva la propria parte da leggere (per fortuna c'era ben poco da recitare) e tutti ce la siamo cavata egregiamente, eccezion fatta per qualche intoppo tipo perdere il segno e cose del genere; il pubblico si è divertito moltissimo, siamo stati ricoperti di applausi e fotografie, complimenti e congratulazioni, ma soprattutto siamo stati ripresi da una telecamera griffata 'Rai' – mai successo prima. Ora, naturalmente essere ripresi è un conto, essere mandati in onda un altro, quindi, considerando l'alto valore della rappresentazione, credo che il simpatico filmato finirà su qualche polveroso scaffale, in attesa che il tempo lo smagnetizzi. Poi ha avuto inizio la parte davvero interessante della serata. Ho incontrato gli amici Francesco e Nadia, siamo andati insieme in un locale assurdamente elegante nel quale non ero mai entrato (il mio portafogli ha sempre tremato al solo pensiero) e abbiamo trovato lì ad attenderci l'amica Diana con il suo amico Walter. Gentilissimo, quest'ultimo, perché ha offerto l'aperitivo a tutti. Nel mentre, è arrivata lei. L'apparizione, la visione. Elegantissima, snobbissima, altissima, truccatissima e bellissima. Una donna dai molti superlativi. Non ho capito come si chiama, però lei ha capito come mi chiamo io, e mi pare già tanto. Trattasi di un'amica di Diana, che ci ha rivelato con orgoglio le origini franco-italiane della supermodella. Subito dopo averla etichettata così, lei ha aperto la boccuccia delicata e piena di rossetto e ha fatto la battuta sfolgorante:"Sapete, non mi hanno presa per l'ultima copertina di Vogue!" Silenzio. Mezza francese e mezza italiana, bellissima e snob. Poteva anche essere vero. Potevamo risponderle con una pacca sulla spalla 'non abbatterti, vedrai che la prossima volta andrà meglio'. Prima che potessimo ribattere alcunché, però, ha proseguito:"Be', ma tanto ho già dato". Parlando papale papale, che vor di'? Non sei triste perché sei già stata su una copertina di Vogue? Non sei triste perché hai fatto un calendario? Diana ha prontamente spostato la conversazione sull'abbigliamento, facendo notare all'amica che indossava un guanto rosso e uno nero. "Ma certo", ha risposto lei con aria sapiente, "la passione e il dovere!". Sguardi smarriti. "Il rosso e il nero." Sguardi vaganti. "Come il titolo del libro di Stendhal." "Aaah!" Sospiri di sollievo. La tipa ci ha abbandonato e noi siamo andati dal più vicino commerciante di Kebāb (non ringrazierò mai abbastanza Francesco per avermelo fatto scoprire e per avermelo pure pagato, tanto per cambiare) e abbiamo cenato in modo decente. Una volta usciti dal locale, ci siamo incamminati per le strade del centro storico nella speranza di smaltire qualche caloria, ma l'imprevisto era in agguato. Ci siamo visti venire incontro un qualcosa di molto simile a un armadio, un ragazzone dinoccolato che si muoveva barcollando con una grande lattina di birra stretta saldamente in mano. Indossava una maglietta a mezze maniche.
In inverno.
A L'Aquila.
Diana l'ha subito bloccato:"Tesoro, ma non senti freddo?"
"Ah?"
"Non hai freddo con indosso solo questa maglietta?"
Il tipo l'ha fissata con espressione da merluzzo essiccato. "Oh, uhm... I don't speak Italian... sorry... sorry..."
Ma Diana non è tipa da arrendersi per così poco. "It's cold! Understand?"
Per nostra fortuna il tipo era ubriaco come una tegola. Ci ha detto di chiamarsi Tommy, è scozzese e gioca a rugby (si notava). Gli abbiamo chiesto da quanto tempo è in città.
"Bene!" ha risposto, orgoglioso di poter fare sfoggio di tutta la sua conoscenza dell'italiano. Poi ha voluto sapere i nostri nomi. Walter ha ricevuto un abbraccio caloroso e un bacio, Diana idem, Francesco è stato strizzato per bene – mentre con commovente trasporto Tommy esclamava "Oh, Franky!" –, la mia mano è stata ridotta in briciole, il mio nome è diventato Mark e le mie costole si sono incrinate con dei sonori crick. Nadia è stata inspiegabilmente risparmiata. Dopo aver mandato giù l'ultimo sorso di birra, il gigantone strafatto ha guardato con nostalgia la lattina ormai vuota, ci ha salutati con delle simpaticissime spallate stile placcaggio e si è allontanato canticchiando, mentre il nostro gruppetto rideva a crepapelle.
Alla prossima!
1/16/2008 Editto reale numero XLIX – Parlami d'amore Breve post per mostrarvi il trailer del film Parlami d'amore (sito ufficiale), tratto dall'omonimo best seller di Silvio Muccino e Carla Vangelista. La regia è dello stesso Silvio, che per la prima volta si è cimentato dall'altra parte della macchina da presa. Il romanzo è stupendo, e il film sembra promettere altrettanto.
1/11/2008 Editto reale numero XLVIII – Ana María es morena, Jorge es rubio Hola!
Non vi terrò sulle spine, verrò subito al sodo: stasera ho mangiato pizza rustica, a cena.
Eh?
Non ve ne importa niente, dite? Va be', passiamo a cose più interessanti, se volete. Ma come? Volete? Razza di incontentabili! Oggi ho iniziato a frequentare il corso di lingua spagnola, come il titolo del post faceva forse presumere. Lingua simpatica, professoressa fantastica, tante paroline nuove e delle 'g' impronunciabili se non si dispone di un'innata raucedine di drago. Ovviamente, ovviamente, avete ragione. Certo, ho collezionato una nuova, memorabile figuraccia: alla domanda ¿Ustéd es fontanero? (che tradotto significa "Sei un idraulico?") temo di aver risposto ¡La placenta de tu hermana es pequeña! ("La placenta di tua sorella è piccola!"). Fortuna che l'ho detta a voce tanto bassa che la prof non mi ha sentito; e poi – ma non oso controllare – in spagnolo potrebbe anche non esistere la parola 'placenta'. Non male come prima lezione, non credete? Tremo al pensiero di quelle che mi aspettano.
Ma ecco che ci ritroviamo qui a discutere di interiora!
Ho terminato la lettura di Harry Potter e i Doni della Morte. Senza fare spoiler in merito, non capisco come alcuni abbiano contestato quest'ultimo episodio della saga. Sì, non tutto è chiaro nell'immediato, però basta rifletterci qualche minuto e tutti i tasselli vanno al loro posto. Comunque, l'unica parola che mi viene in mente per definire il romanzo è 'geniale'; ogni domanda, anche la più banale, trova la sua risposta: gli Horcrux, i destini di Harry e Voldemort, i segreti di Silente, il problema del Prior Incantatio... Inutile dire che l'amarezza di fondo resta. Sì, Jo risponderà ancora a parecchie domande, dal suo sito web, però la consapevolezza non muta nella sostanza. È finita, la saga di Harry Potter è arrivata alla sua conclusione. Niente più speculazioni, alberi genealogici ingarbugliati o dilemmi fondamentali che ci tenevano svegli per un bel po'.
Ah, per chi non mi credeva, ecco la prova, direttamente dal Corriere della Sera, che la Rowling ha rivelato l'omosessualità di Silente!
Alla prossima!
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