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• LA CITTÀ DEL RE •

"...ogni storia deve essere raccontata."
 
Domande, dubbi, perplessità o semplice voglia di scrivere qualcosa? La bacheca è a vostra disposizione!
 
  • 6/22/2008 4:01:46 PM

    Ciao, grazie infinite per essere passato di qui!

  • 6/22/2008 1:20:52 PM
    Ciao marco davvero un bel blog, azzuro, blu, come i miei colori preferiti, interessante, anche se alcune cose non le condivido, davvero bello v per vendetta, ciao a presto ( from Anobii).
  • 5/26/2008 9:39:56 PM
     
      Ah, ti riferisci alla tua frase che ho messo nella citazione. Giusto, meglio spiegare che significa!
     
  • 5/26/2008 7:49:14 PM
    infatti...la cena dei romani poteva durare anche quattro ore... mi sembra più che opportuno augurare come minimo un buon antipasto!! ah ah ah ah
  • 5/17/2008 11:11:24 AM
     
    Gra', gra'!
     
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7/3/2008

Editto reale numero LXXIV – Maledizioni di famiglia

 
  Salve, marmaglia!
 
  Allora, assimilato il lutto, rieccomi tra voi. Quali nuove, dal Regno? Buone nuove? Cattive nuove? No: macabre nuove. Dopo svariati ragionamenti e profonde riflessioni, sono arrivato alla conclusione che sulla mia famiglia pende un'oscura maledizione. I fatti.
  Diversi anni fa, la cara nonna E. cadde da una sedia. Durante la visita di controllo si scoprì che, oltre al femore rotto, aveva problemi cardiaci, di pressione e quant'altro ne segue.
  Circa nello stesso periodo, mio padre iniziò a soffrire di calcoli, e un errore medico gli causò il taglio delle vie biliari, problema che andava a sommarsi alla pressione ballerina e al menisco partito per la tangente.
  Pochi giorni fa, zio D. è stato ricoverato causa calcoli renali.
  L'altro zio è passato direttamente al creatore.
  L'altra nonna s'è procurata un taglio alla gamba facendo cadere una bottiglietta di Bitter, e commentando (nel suo colorito dialetto):«E che è? Tenemo ji' tutti a facce binidi', ecco 'entro!» 
  No, nonna cara: chiama un prete, è meglio un esorcismo!
 
6/28/2008

Zio Totò

 
  Ieri, 27 giugno 2008, alle ore 13.55, Zio Totò ci ha lasciati. Leucemia.
 
  Ciao, zio.
 
6/22/2008

 

 

 

Estratti dalla biblioteca reale
 

~ Alice nel Paese delle Meraviglie

(Alice's Adventures in Wonderland, 1865)

 

***

Attraverso lo Specchio

(Through the Looking-Glass, 1871)~

   

 

  Conscio del fatto che andrò incontro al dissenso di mezza popolazione del pianeta Terra, mi accingo a fare questa recensione.

 

  Che dire di Alice nel Paese delle Meraviglie? Non mi ha preso per niente. Ho amato il Cappellaio e la Lepre Marzolina, il Gatto del Cheshire e la lucertola Bill, ma… Dina, la gatta domestica di Alice, mostra un carisma maggiore e una più intrigante profondità psicologica rispetto a quelli della sua padrona. Una bambina idiota, non credo di poterla definire in un altro modo. In vita, secondo la mia personalissima opinione, il signor Lewis Carroll non solo si sollazzava coltivando il proprio interesse per la pedofilia, ma faceva largo uso di sostanze allucinogene. Guardiamoci in faccia, se una bambina di quell'epoca sognava robe simili, qualche problemuccio doveva pur averlo. Poi, a scelta, si può scorrazzare nel campo delle metafore, come amano i registi di Matrix, ma non ho visto molta materia di cui discutere. Ho però apprezzato a fondo la trasformazione dall'Alice educata e ansiolitica delle prime pagine alla creatura irascibile e attaccabrighe – un poco rozza, in verità –  degli ultimi capitoli. Parlare con topi, conigli e duchesse manesche fa passare il bon ton in secondo piano, dico io.

  Dipende probabilmente dal fatto che non credo nella teoria dei livelli di lettura. Credo nelle metafore, nelle similitudini, negli accenni e nelle allusioni, ma dubito fortemente che Carroll, mentre scriveva (badate, nel preciso istante della messa su carta), abbia avuto altre intenzioni se non quella di narrare soltanto il sogno di una bambina. Bambina che, a onor del vero, soffre anche di palesi disturbi della personalità; parla da sola, si compiace da sola, si rimprovera da sola. Il tutto ad alta voce.

 

  Le cose cambiano parlando di Attraverso lo Specchio. C'è un po' più di logica, di descrizioni, di stati d'animo e di divertimento.

  Apro una parentesi a proposito dell'edizione in mio possesso. Allora, cari traduttori della Newton Compton, questa domanda è per voi. Qual è, esattamente, il titolo originale di questo secondo volume? Bravi, Through the Looking-Glass. Come si traduce in italiano? Ve lo dico io, perché voi non lo sapete granché bene: Attraverso lo Specchio. Ora, la questione era delle più semplici, ma pare che per voi lo sia stata perfino troppo, così avete deciso di 'abbellire' il titolo, perché d'altro canto (secondo voi) l'autore era un idiota e non è stato capace di sceglierne uno decente. Ed ecco il capolavoro: Attraverso lo Specchio Magico. Magico? Perché? Avete letto, anche di sfuggita, il libro che avete tradotto? Avete mica notato che Alice sogna, e che non è lo Specchio a essere magico, ma anche tutto il resto? Secondo questo ragionamento, tanto valeva rifare anche il titolo del primo volume, che so, Alice nel Magico Paese delle Meraviglie... Oh, aspetta. Lo avete fatto! Alice's Adventures in Wonderland è diventato Alice nel Paese delle Meraviglie! Bravissimi. Mi astengo dal commentare il punto in cui il Ranocchio sostiene di parlare italiano, anziché inglese.

  Ma andiamo avanti.

  Nel racconto, Alice è una pedina in una partita a scacchi, ma non ragiona minimamente sulle mosse da fare. Si ostina solo a voler superare fiumi – vale a dire i confini delle caselle – e a voler diventare Regina a tutti i costi, senza badare più di tanto alle direzioni da prendere. Ma qui il genio di Carroll interviene in soccorso ancora una volta. In ogni scena in cui cambia casella, Alice (più allucinata che mai), sviene. No! E si ritrova stesa sulla casella giusta, eh! Sempre vittoriosa, sempre in vantaggio rispetto alle altre pedine. Allora uno si chiede:"Va bene, purché diventi Regina… ma una volta che sarà così, cosa accadrà?" Che domanda: niente. Dopo una breve sosta per far addormentare le altre due Regine (in questo modo si capisce meglio che l'unica rimasta sveglia è quella okay), la bambina partecipa a un banchetto, in cui non solo non può mangiare nulla, ma non prova neanche a fare qualcosa di vagamente sensato, se non parlare con il proprio cosciotto di montone. E si sveglia, sgridando la povera Dina.

  Punto, fine.

 


 

  Le parole della curatrice:«In un libro fantastico, però, non può esistere un personaggio del tutto normale (secondo i nostri criteri di normalità, ovviamente) […].»

  Benissimo, sono completamente d'accordo… ma qui parliamo di roba chi si trova soltanto da un'altra parte. Qualcuno ha mai avuto modo di vedere il film Paura e delirio a Las Vegas?

 
6/19/2008

Editto reale numero LXXIII – Premio Brillante Weblog 2008

 
  A sorpresa, ho ricevuto il Premio Brillante Weblog 2008! Ad assegnarmelo è stato l'amico LucaCP, che ringrazio moltissimo!
 
 
  Cosa significa Brillante Weblog?
  Il Brillante Weblog viene assegnato a siti e blog che risaltano per la loro brillantezza, sia nei temi che nel design, e il suo scopo è di promuovere tutti nella blogosfera mondiale.
 
  Regolamento:
  1. Al ricevimento del premio, bisogna scrivere un post mostrando il premio e citare il nome di chi ti ha premiato mostrando il link del suo blog.
  2. Scegli un minimo di sette blog (o più) che credi siano brillanti nei loro temi o nel loro design. Esibisci il loro nome e il loro link, e avvisali che hanno ottenuto il Premio Brillante Weblog.
  3. [Facoltativo] Esibire la foto (il profilo) di chi ti ha premiato e di chi viene premiato nel tuo blog.
 
  I miei premiati:
  1. Gamberi Fantasy
  2. La Regina del Pop Corn
  3. L'angolo di Jane
  4. Il castello di Mirtillangela
  5. Il segnalibro
  6. Melissa Panarello
  7. Oltre il bosco di Toradir 
  Ha ragione Luca, 'sta cosa è ardua assai!
 
6/17/2008

Editto reale numero LXXII – La lotteria!

 

  Be', ecco una ventosa giornata di nullafacenza.

 

  Per la mia felicità, ieri ho scoperto di aver superato due esami, domani ci sarà la verbalizzazione. La cara nonna m'ha pure elargito un 'diecione' in premio e stasera pizza per tutti. Alé! Peccato che a luglio ne avrò altri due, per cui altro studio all'orizzonte.

  Ho aggiornato la cartella Siti amici (la trovate tra i Preferiti) e la sezione Date spettacoli (venite, venite, venite: saranno i miei ultimi spettacoli in dialetto).

  Ho ampliato anche la recensione qui sotto perché mi faceva un pelo schifo, sembrava una pubblicità.

  La lettura di Alice nel Paese delle Meraviglie procede tranquillamente, anche se non è che mi stia entusiasmando molto: credo proprio di aver sopravvalutato le critiche a riguardo; mi ricorda un po' lo stile de Le cronache di Narnia… e non è un gran complimento. Va be', magari sbaglio e migliorerà prima della fine, o almeno spero. Comunque troverete tutto nella sua futura recensione.

 

  Alla prossima!

 

  No, macché, dimenticavo la parte buffa del post! Ieri pomeriggio ero in casa a leggere un po', quando il telefono ha squillato. Dalla voce sembrava una ragazza.

  "Pronto?"

  "Sì, salve! Ehm…" Pausa. "Cerco il signor…", e ha fatto il nome di mio padre.

  Irritato dal fatto che non si è presentata, le ho risposto:"Non c'è."

  "Ah, no, cioè, è che gli volevo dire che…" Pausa. Evidente che stava cercando una scusa plausibile. "…che ha vinto una macchina."

  Realizzando che si trattava di uno scherzo telefonico, ho deciso di stare al gioco della simpaticissima sconosciuta. "Scioccante! Una macchina, lei dice?"

  "Sì, sì! Proprio!"

  "No! Non mi dica! Ma quanto è fortunato, eh?"

  "Sì, sì! Infatti!"

  "E mi dica… com'è che avrebbe fatto a vincerla?"

  "Ma con la lotteria!" E naturalmente non ha detto di che lotteria si trattava.

  Ovviamente nessuno ha partecipato ad alcuna lotteria, come mi è stato confermato da mio padre al suo rientro. "Oh, ma che bello. Guardi, appena torna glielo dico." E qui ho inserito la presa in giro:"Sì, sì! Glielo dico proprio, eh!"

  Scontenta, ha riso e messo giù.

  Ma perché tutti gli idioti li becco io?

 

  Cia'!

 

  Aggiornamento: ho avuto gli agognati quattro crediti per il corso di scrittura e mi sono accaparrato il mio bravo 24 in Linguistica 2! Evvai!

 

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